Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

venerdì 12 agosto 2016

Il mago di Oz

La vita ti riserva sempre delle sorprese più che inaspettate e così, un giorno, ritrovo la mia insegnante di inglese delle elementari, la prima in assoluto e tac qualche giorno dopo, parto per un campo scuola insieme a lei. Che emozione! Non solo ho avuto il pregio di essere di insegnante d'inglese e "alunna" allo stesso tempo ma dovevo anche incontrare qualcuno che conoscevo molto bene. Il primo giorno di campo, quando i genitori venivano ad accompagnare ed affidarci i loro figli, leggo nientepopodimeno che il cognome del neurologo che mi fece la diagnosi: ve lo ricordate, no? Il guru della neurologia. E penso: "Ti pare? Sarà un'omonimia!". E invece no. Era proprio lui che accompagnava suo figlio e, proprio a me, è stato dato l'incarico di accompagnarli in camera. Il ruolo si era invertito. La vita ti manda i segni che ti occorrono. Credo che abbia finto di non riconoscermi oppure non mi ha davvero riconosciuto visto che ha 4000 pazienti, a detta sua. E così non ho potuto fare a meno di ricordarglielo: "Io sono una sua ex paziente". E lui, gentilmente: "Aaaaaah, e ora da chi è seguita?"... "Da nessuno". E lui: "Ah, allora si fa dei controlli ogni tanto...". Ed io: " No, non faccio niente perché io non ho niente". Troppo poco per uno che mi ha lanciato un macigno sulla testa invitandomi ad andare in vacanza tranquilla. E ora? Era lì, in veste di padre e uomo comune, piccolo come il vero mago di Oz, quello che si nasconde per paura, ma ovviamente non con le sue stesse intenzioni. Il primo giorno sono stata molto pensierosa. Durante la settimana ho guardato e riguardato il corridoio dell'albergo in cui alloggiavamo e non ho potuto fare a meno di constatare la somiglianza con quello dell'ospedale in cui ho ricevuto la diagnosi. Diagnosi: fuck you. Quest'anno, il 5 di agosto, ottavo anniversario c'ho pensato alle nove di sera! Ormai sei un ricordo triste e lontano.
Dovevo vedere la cosa da un altro punto di vista, da uno più lontano, più sfuocato e meno importante. Un medico, come un insegnante, un idraulico e un commerciante, è un uomo qualunque che ti da' la sua opinione dal suo punto vista, con i suoi valori (giusti o sbagliati) e i suoi interessi. A volte è sbagliata. E comunque, sta a noi stabilire ciò che è meglio per noi. La responsabilità della nostra salute è nostra. E ancora: siamo tutti collegati. Che si chiami orgone o coglione, bisogna immettere felicità e buone intenzioni nel mondo con le nostre azioni, poiché queste generano a loro volta felicità e buone intenzioni. In caso contrario...