Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

venerdì 24 giugno 2016

Il problema non è il problema.



Tutto chiaro, no? Chiedetelo a Norman Cousin, quando gli fu diagnosticata una spondilite e gli fu detto che la malattia era inguaribile e avrebbe vissuto fino all'ultimo con dei dolori lancinanti. E invece no.

Oppure a Milton Erickson, quando il medico disse alla madre che il ragazzo non sarebbe arrivato al giorno dopo. E invece no. 

A me non lo chiedete, ve l'ho raccontato tante volte. ;))))



Ieri ho visto il film "Bianca come il latte, rossa come il sangue", la storia di una ragazza malata di leucemia, che alla fine muore. 

Io le chiamo le mie serate di "chiusura". E non vi dico quante volte ho visto e sentito l'ultima scena di "Colpa delle stelle" in cui Hazel Grace legge l'elogio funebre che le ha fatto Augustus: https://www.youtube.com/watch?v=tZt3D6TS8ts
Beccatevelo in inglese:).
Come mai? Me lo chiedo spesso, visto che la sclerosi che ho io al momento, se ce l'ho, non è mortale. Anche quando conosco un/a "malato/a", mi "piace" chiudermi con lui/lei, poiché siamo sulla stessa lunghezza d'onda, o almeno, mi sento di appartenere allo stesso mondo. Provo una forte empatia e un senso che chiamo di chiusura, interna, noi. E così mi piace guardare certi film, nonostante io abbia sempre schizzato le serie ambientate negli ospedali (da sempre). E poi, mi sento fortunata, per il tempo che ho avuto a disposizione per scegliere, cambiare e sperimentare. Se tornassi indietro non prenderei l'interferone. Avevo detto no, ma il terrore di camminare con le stampelle all'età di mia madre, mi ha sopraffatto. La paura, il terrore, ti porta giù. Non abbiate paura!

venerdì 17 giugno 2016

Telecanzonia

Ciao a tutti, belli e brutti! Come state? Io tutto ok...grandi cambiamenti in famiglia e nella vita in genere...la vita è un flusso in continuo movimento, nel quale saliamo, scendiamo, volteggiamo, crolliamo, trionfiamo...ed eccoci qua stasera, zitti e appesantiti da un pasto pesantuccio. Ho voglia di vacanze, di sole, di abbronzatura integrale, di fare a meno degli stronzi integrali. Eppur ci sono. Ho ritrovato un'altra compagna del liceo grazie allo zampino di Suor Agnese che anche da lontano riesce a fare miracoli, ed eccoci qua. Quasi quasi pubblico la foto nella quale siamo insieme alla sua festa di compleanno. Ultimamente sto bene; ormai è tanto che sto bene. A casa mia stanno tutti zitti: o pensano che sono una povera malata da compatire o l'orgoglio è troppo alto per ammettere che avevo ragione io a mollare i farmaci. Del resto, non li ho buttati per avere ragione, ma per star bene. 
L'altra sera ho fatto un sogno bellissimo: dovevo partorire. Ho sentito fisicamente il feto, (mia figlia!) uscire dal mio corpo e alla fine...chi era? America la mia bassotta meravigliosa, mia figlia. 

Io e Giordana, 17 e 18 anni, il giorno del suo diciottesimo compleanno. Tutto a sinistra il taglio di una nostra compagna ignorante e superbora.  E mentre scrivo questo post, Giordana mi chiama mentre canta ad un matrimonio:) e ci dedica una canzone:). Telecanzonia.