Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

venerdì 2 dicembre 2016

Non accetto "gift" dalle case farmaceutiche

Un bel giorno, invece, mi contatta una simpatica Francesca di un'agenzia che organizza eventi per conto di un "cliente"; ah, mi ha scritto sulla mia email di sclerosette, facendomi i complimenti per il mio bellissimo blog (grazie:)). 

Ciao Giuliana,

ti scrivo  per conto di H..., siamo una agenzia di pubbliche relazioni di Milano. Avendo avuto modo di vedere il tuo bellissimo blog vorremmo chiederti un indirizzo cui poter inviare del materiale che ci farebbe piacere farti avere nonché dei riferimenti per tenerti aggiornata sulle attività che promuoviamo.

Ti auguro una buona giornata e buon lavoro,

Francesca
Avendo già sentito la puzza di legami con le case farmaceutiche, rispondo:
Ciao Francesca,

ti ringrazio molto, mi fa piacere che ti sia piaciuto. Posso chiederti di cosa si tratta? Grazie mille.

Auguro una bella giornata anche a te

Giuliana
Segue la pronta e gentile risposta di Francesca:
Ciao Giuliana,grazie per questa risposta tempestiva, si tratterebbe di materiale relativo ad una nuova iniziativa, che partirà a breve, supportata da un nostro cliente che speriamo troverai interessante e possa esserti utile per il blog. C’è anche un piccolo gift simbolico.Grazie,
Francesca 
...e visto che mi vuole mandare un gift simbolico mi scrive anche:
Ciao Giuliana,
potrei chiederti anche un indirizzo stradale cui far recapitare il nostro pacchetto?
Grazier,
Francesca
 

Sorvolando sulla scelta della parola inglese "gift", invece di utilizzare la nostrana dignitosa parola "regalo",  chiedo a voi: sono i miei occhi o ancora non mi ha dato una risposta esaustiva? Sicché io le invio un'altra email:
Ciao Francesca, 
ti ringrazio per la gentilezza ma non ho comunque capito di cosa si tratta. Organizzate una manifestazione per salvare le tartarughe, vendere aspirapolvere o promuovere nuovi farmaci?
Giuliana
E mentre le scrivevo che restavo in attesa di loro notizie, lei mi inviava la stessa mail del gift modificata, aggiungendo soltanto 4 parole (in ambito sclerosi multipla):
Ciao Giuliana,
si tratterebbe ti materiale relativo ad una nuova iniziativa in ambito sclerosi multipla, che partirà a breve, supportata da un nostro cliente che speriamo troverai interessante e possa esserti utile per il blog. C’è anche un piccolo gift simbolico.
Grazie per l'interesse,
Francesca
Decido di non inviare il mio indirizzo di casa...Voglio dirvi: 7 email per dirmi che si trattava di SM per conto di un cliente...ormai mi sono scafata e ho già capito ma preferisco che sia la Francesca a dirmi di cosa si tratta e...voilà! Qualche giorno dopo, mi arriva questa email:

Buongiorno,
in occasione del lancio della nuova sezione dedicata al tema Cervello e Musica del sito www.brainzone.it, trova il comunicato di Novartis “Rock your brain! Quando la musica fa bene alle nostre capacità cognitive”.
Allego a questa mail anche l'intera cartella stampa nella speranza che l'iniziativa possa essere di suo interesse e che abbia voglia di condividerla tramite i suoi contatti social.
Abbiamo preparato del materiale che ci piacerebbe farle avere, si tratta di un piccolo Box per accompagnare la sua condivisione social, se fosse interessato può inviami il suo indirizzo e provvederò quanto prima all'invio.
Le auguro una buona giornata,

Francesca L

H... PR Milan





COMUNICATO STAMPA


Rock your brain!

Quando la musica fa bene alle nostre capacità cognitive


E’ risaputo quanto tenere in allenamento il nostro corpo sia importante per il nostro benessere e la nostra salute, meno noto è che anche il cervello va considerato al pari di altri organi o muscoli e per questo motivo va tenuto in forma: la ricerca scientifica conferma che un ruolo chiave può essere giocato anche dalla stimolazione sonora.


Per questo, la piattaforma Brainzone dedica una nuova sezione al tema Cervello e Musica, ricca di interessanti contenuti: dalle evidenze sulla relazione musica-cervello-Sclerosi Multipla ai suggerimenti utili per tenere il cervello attivo e sano passando dalle playlist musicali realizzate per stimolare il cervello.


La Sclerosi Multipla è una delle più gravi patologie del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i giovani; sono oltre 110 mila le persone con SM in Italia, ogni anno i nuovi casi sono circa 3.400.*


Milano, 10 novembre 2016 – Mai come in questi ultimi tempi, grazie alla comodità delle nuove tecnologie, la musica fa da sottofondo alla maggior parte delle nostre giornate. Si tratta di un'arte che dà piacere, stimola i ricordi, ci fa vivere emozioni e spesso ci aiuta nella concentrazione. Forse non è un caso che l’apparato uditivo, responsabile della raccolta degli stimoli sonori esterni, sia così vicino al cervello. La loro è una interazione continua, un processo di codifica e decodifica preziosissimo per il nostro benessere che, per questo, deve essere preservato anche grazie a una corretta e continua stimolazione. Un vero e proprio esercizio per il nostro cervello che, come noi, preferisce allenarsi con un sottofondo musicale.


E’ su queste basi che Novartis, con il patrocinio di SIN - Società Italiana di Neurologia, AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla - ha ampliato la piattaforma Brainzone con una nuova sezione dedicata al tema Cervello e Musica. Il sito www.brainzone.it, dopo aver introdotto alla conoscenza del cervello e all’importanza del mantenimento delle sue funzionalità tramite l’allenamento costante, permette ora di scoprire come si può trarre benefici anche dall’ascolto della musica inteso come vero e proprio training atto a stimolare le nostre capacità cognitive.  


“Il cervello è l’essenza della nostra persona e della nostra vita e più la nostra vita è ricca di relazioni, emozioni, contatti e stimoli, meglio si mantiene il nostro cervello – afferma il Prof. Giancarlo Comi, Direttore del Dipartimento Neurologico e dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) presso l’Istituto Scientifico San Raffaele, Università Vita e Salute di Milano – Tra questi stimoli quello sonoro è sicuramente uno dei più importanti e la ricerca scientifica ce lo conferma, sia per un migliore invecchiamento cognitivo sia in presenza di patologie come quelle neurodegenerative, la Sclerosi Multipla in primis”. 


La nuova sezione Cervello e Musica contiene diverse aree di approfondimento. Oltre alle informazioni e alle evidenze sulla relazione musica-cervello-Sclerosi Multipla, gli esperti hanno individuato i cinque suggerimenti utili per tenere il cervello attivo e sano grazie alla musica. Proprio seguendo questi consigli sono state realizzate con Deezer, il portale per l’accesso illimitato ad album e tracce di ogni genere specifiche playlist, disponibili sul sito, differenziate a seconda dei benefici che si vogliono ottenere. Le novità non sono finite, la piattaforma mette infatti a disposizione di tutti anche un Braintraining Musicale, un set di esercizi sviluppato in collaborazione con Wired per, attraverso la musica, mantenere attiva la funzione cerebrale e mentale ad ogni età.


“La musica è una rivelazione, diceva Beethoven, e oggi tanto più, se nella nostra convivenza con la Sclerosi Multipla può essere quell’ulteriore alleato che ci aiuta ad affrontare, in modi forse inaspettati, le nostre sfide quotidiane - osserva Angela Martino, Presidente Nazionale AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla – Proprio perché i tanti colori della musica fanno parte della vita di tutti, credo che sia un’ottima leva informare e sensibilizzare le persone sulle difficoltà provocate dalla Sclerosi Multipla, e su come alcune corrette abitudini possono rallentarne lo sviluppo, anche  grazie alla musica”.


Per essere vicini al pubblico dei giovani, appassionati di musica e nell’età giusta per iniziare gli “allenamenti”, la campagna è diffusa anche da una pagina Facebook nella quale, in maniera semplice e diretta, si spiega l’importante ruolo della musica per il benessere del cervello. Questo ulteriore strumento di comunicazione multimediale è volto a sostenere la nascita di un vero e proprio movimento a favore della salute del cervello e diffondere un messaggio di cultura e attenzione al mantenimento della funzionalità cerebrale. 


“Nell’arco di oltre cinquanta anni Novartis ha dato un rilevante contributo allo sviluppo delle Neuroscienze e ha scritto pagine importanti nella storia di alcune malattie neurologiche tra cui la sclerosi multipla. Oggi siamo fieri di aver reso possibile un’ulteriore implementazione del progetto Brainzone – sottolinea Alessandra Dorigo, Head Business Franchise Neuroscience di Novartis – “Rock Your brain!” continua a promuove l’importanza di tenere il cervello attivo e sano e lo fa a partire dalla musica, un elemento particolarmente caro ai giovani. Questo progetto si inserisce, insieme alla ricerca, nel nostro impegno a lavorare a fianco delle associazioni pazienti e delle società scientifiche per migliorare la qualità di vita delle persone affette da patologie legate al cervello”.


*AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla, 2016
Vi risparmio di postare qui gli allegati e vi scrivo soltanto di cosa si trattavano: Novartis (casa farmaceutica) e la Sclerosi Multipla, Aism e la Sclerosi Multipla, la casa farmaceutica e l'associazione in cifre e quanto ci vogliono bene tutti e due e soprattutto quanto fanno per noi! Se siete interessati, vi inoltro l'email. Mi ero sbagliata di poco: non avevo pensato ad Aism: l'associazione che cerca ma non trova una cura per la SM. Al cliente di Francesca ho fatto pubblicità con questo post. Comunque, ve l'avevo detto, lo sapevo e rispondo alla "gentile" Francesca:

            Buongiorno Francesca,
come immaginavo, si tratta di farmaci e di una casa farmaceutica. Mi spiace molto che lei non sia stata sincera. Non mi contatti mai più. Non voglio i vostri “gift", cioè regali, né ricevere posta alcuna da voi. Non vi faccio pubblicità, né voglio funzionare da vostra cavia.CordialmenteGiuliana

What else?! 

giovedì 1 dicembre 2016

La Sclerosi Multipla per Beatrice:)

Sclerosi Multipla Possibilità ...




Dalla mia esperienza le mie attuali conclusioni sono:


Ciò che ci accade è in risonanza alla nostra funzione, nessuno ci punisce, nessuno ce l'ha con noi, nessuno ci tradisce e men che meno lo fa il nostro corpo.

Ciò che facciamo di ciò che ci accade però varia ed è il fattore variabile.

Noi siamo esseri cosmici che rispondono inesorabilmente a leggi universali dentro e fuori di noi.

Un dato certo è che vibrando di pace tutto diventa più leggero, ricevere una diagnosi qualunque non vuol dire nulla di per se, il come reagiamo davanti alla diagnosi determinerà il come ci vivremo dentro.


Da cosa dipende come reagiamo ?
Possiamo re-agire differentemente ?
Cos'è una diagnosi ?

Ci sono migliaia di storie di persone che da una diagnosi conclamata hanno iniziato a vivere e migliaia che hanno iniziato a vivere in un altra dimensione , quindi considerando che diagnosi si o diagnosi no potrò solo vivere iniziamo ad alleggerire alcuni concetti.

Grazie anche ad uno strumento che utilizzo, la mia esperienza personale, il mio "sentire" mi dice che c'è di più . Ogni situazione ha una sua funzione a prescindere da me.
Ciò che definiamo malattia è un passaggio che attraversiamo e mantenendo in noi la vibrazione di pace abbiamo molte più opzioni per relazionarci ad essa.


Da cosa dipende come reagiamo ?




Molteplici fattori a partire dalla nostra storia, la nostra famiglia e il contesto in cui viviamo, chi abbiamo intorno, cosa pensiamo e come agiamo e molto di più.




Possiamo re-agire differentemente ?

Certo che sì e oso dire che è proprio l'unico dovere che abbiamo , occuparci di stare bene, conoscere come funziona il nostro corpo .
Ci sono un infinità di sistemi per conoscerci ed io personalmente mi avvalgo del mio "sentire", del "sentirmi" parte, degli "Strumenti di inversione INL" (www.inl.academy).

Non ho più voglia di lavorare su di me ma mi diverte un sacco conoscermi, e dal punto di vista organico siamo tutti uguali ed è per questo che riconoscere la matematica che struttura il nostro corpo diventa un passaggio chiave e intelligente.

Il nostro corpo memorizza ogni nostra esperienza creando dei circuiti automatici che poi ci ripropone di volta in volta e questo è un notevole vantaggio ma essendo un esecutore se non aggiorniamo il nostro sistema corpo non possiamo pretendere risultati diversi.



Cos'è una diagnosi ?




Il più delle volte è come una sentenza , e spesso viene data con tale certezza anche se di fatto quella certezza si basa su conoscenze del passato , su teorie, su presupposti, su casistica, su esclusioni, lasciando però a chi la riceve uno stato tutt'altro che di pace ...
Tutti i medici concordano che un armonia giova a tutto il sistema immunitario e al funzionamento del corpo eppure se ne escono conclamando sentenze che ti fanno entrare in tilt tutto il sistema .

Ma chi sono i medici ?




Sono persone come tutti noi, hanno studiato per un mondo migliore e investito il loro tempo nella medicina, quando si esprimono sono convinti di quello che affermano nonostante migliaia di casi "inspiegabili clinicamente" ancora si attaccano alle loro certezze.
Ora sta a noi vederli come persone che fanno del loro meglio e ascoltare il nostro "sentire" per poter reagire differentemente.


In questo periodo storico non è più consentito il non assumersi la meravigliosa responsabilità della propria vita.
Ognuno di noi fa parte del flusso cosmico e come tale rientra nella perfezione cosmica, nessuna eccezione! Il fatto che a volte "sembri" difficile scorgere tale perfezione non implica che non ci sia .

Ognuno di noi ha un "sentire" interno , una bussola che lo riporta nel ricordo che c'è di più e dunque anziché dire "lo sapevo" a cosa avvenuta iniziamo ad ascoltarla, ad ascoltarci, la medicina fa il possibile per portarci ad ascoltare noi stessi ma è più facile condannarla che ringraziarla eh eh.

La mia storia la puoi leggerla sul mio sito : www.beatricecarnaghi.com dove troverai anche come contattarmi.

So che sei una meraviglia e so che lo sai anche tu!


Beatrice



mercoledì 23 novembre 2016

I vegani non usano lo shampoo e si lavano i capelli solo con l'acqua


Ciao a tutti, sclerosetti vicini e lontani e anche non... Il 2 novembre mi ha contattato una giornalista di Mattino 5 per farmi qualche domanda sulla dieta vegana, avere conferma della mia guarigione per mezzo di questo regime alimentare e sapere se fossi disponibile ad andare in trasmissione a raccontare la mia esperienza. La giovane giornalista mi ha lasciato il suo recapito telefonico per mail ed io l'ho contattata. Mi ha posto qualche domanda sulla dieta vegetale, ecc...Alla proposta di andare in trasmissione ho risposto che non sapevo se accettare visto che, lavorativamente parlando, non sono per nulla tutelata e, ancora godo dell'anonimato. Dopo questa telefonata la giornalista non si è più fatta viva, tuttavia, io ho guardato la trasmissione in questione, la mattina successiva. Mi ha colpito piacevolmente il fatto che il medico in studio, onnivoro, sostenesse che una dieta vegana equilibrata è fattibile e tutt'altro che nociva, a tutte le età. Sono rimasta invece, piuttosto infastidita dall'atteggiamento della conduttrice che prendeva un po' per i fondelli la dieta vegetale: sembrava una ragazzina che tentava di prendere in giro qualcosa a lei del tutto sconosciuta. Non so, ho paura, quindi ti sbeffeggio. Va be'. E poi si è detto che noi vegani ci laviamo i capelli solo con l'acqua (non usiamo shampoo!!) e che sostituiamo la carne con la soia. Ovviamente mi dissocio da entrambe le affermazioni e non so dirvi quale sia peggiore. Una cosa è certa: la soia fa più male dello shampoo. E poi, non sono mancati i video  che ritraevano attivisti vegani inferociti come a conferma del paradigma secondo il quale noi saremmo degli asociali scontenti che sfogano le frustrazioni su chi la pensa diversamente, cioè su chi uccide gli animali e non abbiamo la minima cognizione delle buone norme di convivenza sociale, infatti, non ci laviamo neanche i capelli. Insomma, puzziamo anche! Un po' come il paradigma secondo il quale chi non fa la chemio, o muore o è pazzo come la Brigliadori. Giornalisti, vi piace vincere facile! Facciamo un po' di vera e sana informazione che non guasta, scegliendo persone tranquille e serene come la mamma vegana che era in studio. Cercate la puntata in questione e date un'occhiata: puntata del 3 novembre.  E mi raccomando, se siete vegani, lavatevi i capelli!!!
Chiaramente la proposta mi ha lusingata: sclerosette in TV. La mia storia raccontata via etere avrebbe potuto raggiungere tante persone e magari aprire loro un'altra possibilità di scelta. Tuttavia, vedendo la trasmissione e pensandoci su qualche giorno, ho deciso che non ho nessuna intenzione di andare a farmi trattare da asociale, esaltata, pazza o con i capelli sporchi. Se ci sarà occasione di un incontro nel quale, sinceramente, si è interessati al mio percorso, per cercare di aiutare le persone a conoscere un diverso punto di vista e una strada opposta al volere medico, che mi ha condotto a riappropriarmi della mia salute, allora andrò. Fino ad allora, resto qui a casa, a lavarmi i capelli.
State belli e buona notte.

lunedì 21 novembre 2016

Sclerosette cambia accento

Ciao a tutti, belli e brutti!
Ho avuto modo di avere una lunga e piacevole conversazione con Beatrice, una sclerosetta come me, che sta bene come me e non prende farmaci né si fa controlli come me, ma da ben 10 anni! Avrete modo di conoscerla, anche perché ci racconterà la sua storia, come ogni bella storia che merita di essere raccontata. http://www.beatricecarnaghi.com
Beatrice conosce e utilizza la numerologia. Così oggi, dopo un po' mi ha chiamato una seconda volta e mi ha detto: "Perché non cambi accento su sclérosétte e lo chiami sclèrosètte e vedi cosa succede?". Non stiamo parlando di pozioni magiche ma di frequenze diverse. Sapete, anch'io pensavo che sclèrosètte suonasse "piccolo", "infantile", ma mi andava bene così perché me lo avevano suggerito le mie manette mentre giocavano ed io ero triste, stanca e sconsolata per l'interferone... http://sclerosette.blogspot.it/p/sclerosette.html
Oggi molto tempo è passato, tanti cambiamenti sono stati fatti e ho vissuto e non sono più la stessa. Come fare a cambiare? A volte basta uno sconosciuto o un amico che mette a fuoco ciò che tu hai sotto gli occhi da troppo tempo per sapergli cambiare nome. Ed eccoci qua. Sempre io, sempre noi ma diversi. Vediamo che succede, cambiando sclérosétte in sclèrosètte (come sclèro, quando io m'incavolo e come 7, il numero dell'arcobaleno e della scelta del cuore). Daje tutta! Grazie Beatrice!!!

Sclèrosètte!!!

lunedì 10 ottobre 2016

People must mangiare...

...e Giuliana must dormire. Aridaje! Aristo' quaaa perché non dormo, sarà perché mangio troppa cioccolata o per le preoccupazioni che mi affliggono. Come si fa a dormire? Datemi una botta in testa, vi prego! Passo un momento di profonda incertezza personale: io credo in me, ma gli altri no. Ho tanti progetti lavorativi in ballo, verranno, cominceranno...ma quanta fatica. Vorrei fare l'escort. Almeno lavorerei un paio d'ore al giorno e guadagnerei tanto oppure vorrei essere una donna che altro non desidera sposarsi, farsi mantenere dal marito, accudirlo e pensare a casa e figli (vita grama, semplice, fatta di tanti si detti a lui ma un futuro assicurato). No, invece dovevo diventare femminista e in costante cerca di indipendenza. Non sia mai. Una tedesca a Roma.
Comunque, parliamo di cose serie, poiché dopo due giorni di imperiale afflizione (sembra che alle femministe, i figli non vengano), mi imbatto in blog molto belli e in un post particolarmente interessante sugli additivi alimentari che vi giro qui sotto: http://mondos-porco.blogspot.it/2015/05/come-le-multinazionali-dei-veleni.html. Adesso, vorrei veramente fare una riflessione seria in base al titolo del post People must mangiare, una frase che mi ha detto una volta il mio omeopata, il Dottor Castrichino e che era solito dire suo padre solitamente prima di conoscere l'esistenza e le magie del digiuno proprio grazie a suo figlio. Parlo spesso di additivi, il cibo bio, la mia scelta vegetale, i cibi crudi no al ristorante, il caffé no che m'inquina e il vino menché mai perché ci sono i solfiti, ma io tutti i giorni in certi ho orari, ho fame e devo mangiare! Come si sposano tutte queste scelte salutiste o di campo o chiamatele come vi pare con la mia fame nella pancia? Una merda! Perché se ho fame all'improvviso e cerco una merenda o voglio andare a mangiare fuori, fatico molto e costa tutto un sacco di piú! Mi spiegate per quale motivo il cibo vegetale è più costoso? Perché un cappuccino normale con latte vaccino e caffè costa circa un euro mentre lo stesso prodotto a base di latte di avena e orzo costa almeno il doppio? Perché l'avena costa di piú? L'operazione del barista è la stessa! Eppure sono anche contenta di trovare un bar dove posso berlo e glielo pago anche volentieri! Poi, oggi depressione, Max mi porta fuori a pranzo...andiamo da OPS: cucina vegana, tante pietanze anche senza soia (perché noi, si, non la mangiamo), un buffet che mi fa brillare gli occhi, finalmente potrei virtualmente mangiare tutto e senza accontentarmi. Mi servo da sola le pietanze che mi piacciono e me le porto al tavolo: una bottiglia d'acqua del rubinetto, due piatti da 750 e 500 gr secondo la bilancia (qui si paga 2,60 euro l'etto) e voilà, un conto di 33 euro! Perché vegano fa rima con te lascio 'na mano?!!! Le verdure costano meno de 'na fettina, della sogliola o del cotechino!!!! Sembra come se mangiare vegetale sia un vezzo, un qualcosa di costoso, accessibile ai pochi. Ops, ritornerò, però prima mangio un po' a casa. Oppure, come sempre, vado in una pizzeria qualunque, possibilmente buona, e ordino una pizza marinara...5,50 euro, due risate e sono felice. Vegano non fa rima con te tajo una mano!!!


domenica 9 ottobre 2016

Indignamoci

Stare male per stare bene è salutare?
Ciao a tutti, è un po' di tempo che zitta zitta guardo alcune trasmissioni e m'impenno nella mia incapacità di oppormi a ciò che vedo. Porta a porta, Le Iene e le mie orecchie si ribellano, il mio stomaco si rivolta di fronte a questa propaganda politicamente corretta che difende a spada tratta le cure mediche convenzionali, tra tutte la chemioterapia. Finalmente, avevamo nientepopodimeno che Marcello Pamio, (http://www.disinformazione.it), intervistato a Porta a Porta e credevo fosse un'apertura verso le cure complementari e/o alternative. No. Si mettono insieme questi teatrini per far sì che noi poveri spettatori pensiamo che la chemio faccia bene e ti salva la vita! Così si scredita il Dottor Hamer dandogli dell'antisemita (è tedesco, che fantasia!), si tira fuori la triste storia di una diciottenne morta di leucemia che ha rifiutato di fare la chemio e quindi per questo è deceduta (se avesse fatto la chemio, ovviamente, oggi sarebbe viva...). Tutti i medici intervistati concitati ad affermare che la dolce e risoluta ragazza si sarebbe salvata. E i medici che sbagliano la diagnosi? Quelli che eccedono con i farmaci? E i medici che uccidono colposamente con cure mediche accettate? http://omeopatia.org/oms-la-chemioterapia-e-cancerogena/
http://news.you-ng.it/2013/07/16/oms-la-chemioterapia-e-un-agente-cancerogeno/
Io non ne posso più di sentire queste bugie! Non ne posso più di vedere screditate persone perché hanno fatto scelte diverse. Devo dire poi che la Brigliadori è la peggiore pubblicità alla causa antifarmaco e antichemio vista la sua sofferenza e la sua instabilità molto forte. Intervistate qualcuno che ha scelto diversamente dalla via tradizionale e sta bene. Come mai chi opta per una via diversa dal seminato è scemo, antisemita o fuori di testa? E ancora mi chiedo quando questo teatrino terminerà. Mi chiedo quando qualcuno solleverà delle obiezioni o si porrà un semplice dubbio: "Stare male per stare bene, è guarire?". E poi, ammettiamo che noi poveri pazzi, sprovveduti, esaltati, fiduciosi d un pensiero magico che prima o poi svanirà, quando abbiamo diritto di scegliere per noi e la nostra salute? Dove termina il potere del protocollo e dove comincia il diritto del malato a scegliere come curarsi o anche a non curarsi? Eppure è un diritto sancito dalla costituzione:
Articolo 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Lascio a voi le riflessioni, forse la nostra superstizione ci impedisce di gridare che eppur si muove?


http://mondos-porco.blogspot.it/2015/10/piu-di-50-metodi-di-cure-alternative.html

sabato 1 ottobre 2016

Vegano fa rima con marziano

Miaoooo! Innanzitutto un caloroso benvenuto a due nuove lettrici di Sclerosette: Birretta e Sentimenti e Laura Vasta. Ciao ragazze!!!
Oggi mi riprendo dopo un giorno di depressione nera dove non volevo neanche parlare...volevo scrivere qui sul blog, ma poi ho pensato a non deprimere anche voi e che fosse meglio, comunque, non fare nulla. Quando in casi come questi, il mio "veganesimo" va a farsi benedire e mi sparo due coppette da 3 euro di gelato con la panna...ebbene si! E vado a mangiarli sola soletta come una drogata che si nasconde. Parliamone: innanzitutto, il cibo, i dolci come materia con il quale appagarsi artificialmente...non è sano. In secondo luogo, ho pensato al mio essere "vegano" e rifletto su come noi stessi e gli altri ci giudichiamo severamente quando commettiamo uno strappo al regola. Strappo di che?! Mica è una religione e non ce l'ha ordinato il dottore! Anzi: nel mio caso ho fatto tutto da sola...eppure se indosso una borsa o una giacca di pelle, mi sento in difetto, incoerente con la mia scelta. Perché?! Se mangio il miele mi viene detto: "non è vegano" oppure "allora non sei vegana". C'è una sorta di dito puntato che scatta in automatico da parte di chi mangia tutto senza porsi questioni di alcun tipo. Se te magni tutto come se fossi in guerra e dovessi morire domani, non si pone il problema della "contravvenzione" al tuo regime alimentare, ma se dici di essere vegano o gli altri ti etichettano in questo modo poiché nonmangicarnepesceuovalattederivatialloraseivegana, le tue abitudini alimentari vengono prese per il culo e/o messe sotto la lente d'ingrandimento! Allora, se tu onnivoro, mangi troppe verdure, stai "tradendo" il tuo regime alimentare ufficiale? Non sei onnivoro, bensì tendenzialmente vegetariano?! Ora capisco perché una mia ex amica non specificava se essere vegetariana o vegana quando glielo chiedevo: "Sei vegetariana o vegana?". E lei rispondeva, sulla difensiva: "Io non compro latte, derivati e uova". Ed io non comprendevo cosa volesse dire. Ora invece so di cosa stiamo parlando, quel che solitamente accade: una persona può essere vegana a casa sua, ma se è ospite a casa di qualcuno o si trova all'estero o costretta a mangiare fuori, può accadere di doversi "adattare" a quel che c'è! Piatti vegetariani sono molto più semplici da trovare rispetto ai vegani...anche se una parola, che sembra il nome di extraterrestri proveniente dal misterioso paese di Vegan, connota in realtà cibi semplici e che provengono dalla terra...in una parola: vegetali, come bruschetta, la pasta al pomodoro o la pizza marinara!!! E ora, proprio ora, mentre scrivo: ho avuto un'epifania...questa parola "vegana/o" è stata inventata proprio per allontanare, etichettare e rendere strano, straniero, marziano, settario. Avete rotto! Mangiatevi quello che vi pare e non ci rompete le ovaie con la pseudofantascienza ortoressica.
"Voi amici degli animali che ne pensate delle zanzare...le uccidete?!". Si, personalmente le uccido perché mi pungono dalla testa ai piedi come se scoppiasse la guerra delle zanzare domani. Non sono vegana per questo? Bene, allora adesso la smetterò di sentirmi in colpa o in difetto quando indosso la mia vecchia giacca di pelle e non penserò di aver tradito la mia "religione" alimentare quando sarò costretta a mangiare la pasta dell'albergo di Opi mantecata col formaggio "perché sono l'unica vegana" e le tue abitudini ci scombinano i piani (tradotto: ci rompi quindi mangia questo e muta!).
Da oggi in poi anch'io dirò che mangiotendenzialmentecibivegetalitranneilmiele, tuttavia nonmangiolasoiaperchéènociva e noncomproabbigliamentoinpelle ma indossotuttiicapiinpellecheavevoacquistatoprimadellamiasvoltavegetale. Oppure: non mangio proteine animali tranne il miele. O ancora: chissenefrega. Mangiate quello che vi pare, lasciatemi in pace e non puntate il dito voi che vi mangiate tutto come se non ci fosse un domani!

P.S: I baci sono vegani o carnivori?!

venerdì 12 agosto 2016

Il mago di Oz

La vita ti riserva sempre delle sorprese più che inaspettate e così, un giorno, ritrovo la mia insegnante di inglese delle elementari, la prima in assoluto e tac qualche giorno dopo, parto per un campo scuola insieme a lei. Che emozione! Non solo ho avuto il pregio di essere di insegnante d'inglese e "alunna" allo stesso tempo ma dovevo anche incontrare qualcuno che conoscevo molto bene. Il primo giorno di campo, quando i genitori venivano ad accompagnare ed affidarci i loro figli, leggo nientepopodimeno che il cognome del neurologo che mi fece la diagnosi: ve lo ricordate, no? Il guru della neurologia. E penso: "Ti pare? Sarà un'omonimia!". E invece no. Era proprio lui che accompagnava suo figlio e, proprio a me, è stato dato l'incarico di accompagnarli in camera. Il ruolo si era invertito. La vita ti manda i segni che ti occorrono. Credo che abbia finto di non riconoscermi oppure non mi ha davvero riconosciuto visto che ha 4000 pazienti, a detta sua. E così non ho potuto fare a meno di ricordarglielo: "Io sono una sua ex paziente". E lui, gentilmente: "Aaaaaah, e ora da chi è seguita?"... "Da nessuno". E lui: "Ah, allora si fa dei controlli ogni tanto...". Ed io: " No, non faccio niente perché io non ho niente". Troppo poco per uno che mi ha lanciato un macigno sulla testa invitandomi ad andare in vacanza tranquilla. E ora? Era lì, in veste di padre e uomo comune, piccolo come il vero mago di Oz, quello che si nasconde per paura, ma ovviamente non con le sue stesse intenzioni. Il primo giorno sono stata molto pensierosa. Durante la settimana ho guardato e riguardato il corridoio dell'albergo in cui alloggiavamo e non ho potuto fare a meno di constatare la somiglianza con quello dell'ospedale in cui ho ricevuto la diagnosi. Diagnosi: fuck you. Quest'anno, il 5 di agosto, ottavo anniversario c'ho pensato alle nove di sera! Ormai sei un ricordo triste e lontano.
Dovevo vedere la cosa da un altro punto di vista, da uno più lontano, più sfuocato e meno importante. Un medico, come un insegnante, un idraulico e un commerciante, è un uomo qualunque che ti da' la sua opinione dal suo punto vista, con i suoi valori (giusti o sbagliati) e i suoi interessi. A volte è sbagliata. E comunque, sta a noi stabilire ciò che è meglio per noi. La responsabilità della nostra salute è nostra. E ancora: siamo tutti collegati. Che si chiami orgone o coglione, bisogna immettere felicità e buone intenzioni nel mondo con le nostre azioni, poiché queste generano a loro volta felicità e buone intenzioni. In caso contrario...

giovedì 7 luglio 2016

Ezio Bosso con 'Following a bird' a Sanremo 2016


Ti guardo, ti riguardo, ti ascolto e ti riascolto. Ezio Bosso, sei un miracolo.
"Perdete" questi 12 minuti a guardare questo video.

venerdì 1 luglio 2016

Bud Spencer/ Terence Hill - Io sto con gli ippopotami - Grau grau grau



Sclerosette/i di tutto il mondo...e non, godete con questa bella canzone che a me ricorda l'infanzia e penso anche a voi (almeno a chi era bambino negli anni '80). Grazie Bud Spencer!:) Ieri sono anche andata in Campidoglio per salutarlo nella camera ardente...non l'ho mai fatto per nessuno. Ragazzi, ma quante volte ho visto questo film, e in particolare, la scena in cui lui e Terence Hill mangiano come maiali al pranzo del cattivo; e subito dopo, mio fratello ed io affamati come pazzi, di corsa a mangiare, a qualsiasi ora, e anche se avevamo già cenato. Pensate che questa canzone l'ho fatta sentire ai miei bambini a scuola per cantarla insieme, due anni fa...

 Che la cacca di pecora nana sia con voi! 

Alla tenera età di 37 anni mi sono comprata la mia prima macchina. Mia mia. Che felicità! Ormai, sono diventata grande senza se e senza ma, almeno anagraficamente, e vado per i 40 anni. Che posso raccontarvi? Sto bene. Ho i problemi e i dubbi di una qualsiasi donna della mia età: le prime rughe, i primi capelli bianchi, sposarsi si o no, avere figli si o no, lanciarsi nell'apertura di un'azienda propria (cazzo, quanto mi va...ops! Scusate, ho detto cazzo), pubblicare i miei libri, tradurre in tedesco la mia tesi. Ma soprattutto, ormai ho deciso: l'anno prossimo mi iscrivo al corso di giocoleria e, nei prossimi due anni, voglio esibirmi in un concerto di pianoforte. Sono peggiorata? Si?! E quanto è bello! Malattia per stronza che tu sia, tu mi hai fatto una magia;).

Mentre Max ed io pensiamo sul da farsi, mio fratello si è sposato;).


venerdì 24 giugno 2016

Il problema non è il problema.



Tutto chiaro, no? Chiedetelo a Norman Cousin, quando gli fu diagnosticata una spondilite e gli fu detto che la malattia era inguaribile e avrebbe vissuto fino all'ultimo con dei dolori lancinanti. E invece no.

Oppure a Milton Erickson, quando il medico disse alla madre che il ragazzo non sarebbe arrivato al giorno dopo. E invece no. 

A me non lo chiedete, ve l'ho raccontato tante volte. ;))))



Ieri ho visto il film "Bianca come il latte, rossa come il sangue", la storia di una ragazza malata di leucemia, che alla fine muore. 

Io le chiamo le mie serate di "chiusura". E non vi dico quante volte ho visto e sentito l'ultima scena di "Colpa delle stelle" in cui Hazel Grace legge l'elogio funebre che le ha fatto Augustus: https://www.youtube.com/watch?v=tZt3D6TS8ts
Beccatevelo in inglese:).
Come mai? Me lo chiedo spesso, visto che la sclerosi che ho io al momento, se ce l'ho, non è mortale. Anche quando conosco un/a "malato/a", mi "piace" chiudermi con lui/lei, poiché siamo sulla stessa lunghezza d'onda, o almeno, mi sento di appartenere allo stesso mondo. Provo una forte empatia e un senso che chiamo di chiusura, interna, noi. E così mi piace guardare certi film, nonostante io abbia sempre schizzato le serie ambientate negli ospedali (da sempre). E poi, mi sento fortunata, per il tempo che ho avuto a disposizione per scegliere, cambiare e sperimentare. Se tornassi indietro non prenderei l'interferone. Avevo detto no, ma il terrore di camminare con le stampelle all'età di mia madre, mi ha sopraffatto. La paura, il terrore, ti porta giù. Non abbiate paura!

venerdì 17 giugno 2016

Telecanzonia

Ciao a tutti, belli e brutti! Come state? Io tutto ok...grandi cambiamenti in famiglia e nella vita in genere...la vita è un flusso in continuo movimento, nel quale saliamo, scendiamo, volteggiamo, crolliamo, trionfiamo...ed eccoci qua stasera, zitti e appesantiti da un pasto pesantuccio. Ho voglia di vacanze, di sole, di abbronzatura integrale, di fare a meno degli stronzi integrali. Eppur ci sono. Ho ritrovato un'altra compagna del liceo grazie allo zampino di Suor Agnese che anche da lontano riesce a fare miracoli, ed eccoci qua. Quasi quasi pubblico la foto nella quale siamo insieme alla sua festa di compleanno. Ultimamente sto bene; ormai è tanto che sto bene. A casa mia stanno tutti zitti: o pensano che sono una povera malata da compatire o l'orgoglio è troppo alto per ammettere che avevo ragione io a mollare i farmaci. Del resto, non li ho buttati per avere ragione, ma per star bene. 
L'altra sera ho fatto un sogno bellissimo: dovevo partorire. Ho sentito fisicamente il feto, (mia figlia!) uscire dal mio corpo e alla fine...chi era? America la mia bassotta meravigliosa, mia figlia. 

Io e Giordana, 17 e 18 anni, il giorno del suo diciottesimo compleanno. Tutto a sinistra il taglio di una nostra compagna ignorante e superbora.  E mentre scrivo questo post, Giordana mi chiama mentre canta ad un matrimonio:) e ci dedica una canzone:). Telecanzonia.

domenica 22 maggio 2016

Ciao Chicca:)

Questa è Chicca, il mio primo cane "virtuale" quello cioè che per primo è entrato nella mia vita facendomi conoscere questo mondo meraviglioso, le uscite insieme, le coccole acchiappate, l'amore unico che ti lega ad un cane. Grazie Chicca per tutto quello che mi hai dato negli anni in cui ho frequentato la vostra casa. Ora corri fra le nuvole!!!!


A.A.A. Amico che Ascolta cercasi (Abbisognasi)


Miaoooooo. Come state? È davvero molto che non scrivo...tante le cose che accadono e anche quelle che non accadono. Ultimamente insegno anche in un'altra scuola, ovviamente quest'anno sempre senza uno straccio di contratto di lavoro. Diciamolo, la buona scuola. 
Siete tanti che mi scrivete e raccontate la vostra storia e io non posso far altro che ringraziarvi. È solo che in certi giorni di sconforto mi chiedo chi potrei chiamare per essere ascoltata io, nei miei alti e bassi quotidiani, in quelli più bassi in cui mi si annida una sottile disperazione di fatica e di tristezza. Sono sana ma non immune a i sentimenti umani, quelli di debolezza, tristezza, insicurezza. Sto cercando di realizzarmi e in questo paese incontro tanti ostacoli. Sono forte, non mi butto giù, ma alle volte, il peso dell'incertezza mi scuote come in una lavatrice. Poi mi dico: "Giuliana, hai imparato il tedesco, sconfitto una malattia, puoi ottenere tutto". È solo che mi piacerebbe condividerlo con un amico/amica dolce che sostenesse la mia causa di libertà, indipendenza in tutti i sensi e successo nel lavoro. 

domenica 27 marzo 2016

Eppur si muove

Ciao a tutti, belli e brutti, sclerosetti e non e chi più ne ha più ne metta. Dunque, a parte augurarvi buona Pasqua come si conviene, volevo aggiornarvi sul mio dente, non tanto per il fatto in sé (chissenefrega), ma esclusivamente per confermarvi che alla fine non ho preso NESSUN ANTIBIOTICO, NESSUN ANTIDOLORIFICO, NESSUN FARMACO CHIMICO PREVENTIVO e/o POSTUMO. Ho avuto un po' di dolore (ovviamente) e un po' di gonfiore i primi tre giorni, dopodiche il nulla! Ho preso soltanto un preparato di ECHINACEA e tanto ZENZERO fresco spremuto a freddo in un dolce succo d'avena. E daje tutta! Anche il dentista, al controllo, una settimana dopo all'intervento non credeva alle sue orecchie. Si può fare. Oh si che si può fare. E dunque tutta questa prevenzione ci sta forse danneggiando? Fate passare le feste e date un'occhiata a questo libro: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__come-impedire-al-vostro-medico-di-nuocervi-vernon-coleman-libro.php
Intanto state sani e senza farmaci preventivi... e rifatevi gli occhi, voi - noi ragazze;).


martedì 15 marzo 2016

Cura fai da te? No Big Pharma? Ahiahiaihiiiii!!!!

Appena uscita dal dentista ho pensato di consolarmi cambiando look e fumando un sigaro ;).
Cia-oooo. Come la va Sclerosette, -etti e non di tutto il mondo? Voglio raccontarvi la mia esperienza di oggi dal dentista. Partiamo dalle origini: sono nata senza un dente di ricambio, un molare nella fattispecie. Così quando ho perso il dente da latte alla tenera età di 26 anni (si, avete capito bene: 26), ho dovuto mettere un impianto. I bambini che sorridono senza denti, sono deliziosi. Una giovane donna no. Dopo meno di 10 anni il dente si stacca e il mio ex dentista, invece di riavvitarmi, la gemma al perno, pensa bene di rattopparlo con un po' di calce malmessa. Non vi dico la qualità del risultato estetico: scadente. Il fatto è che dopo poco questo dente crolla definitivamente, nonostante il "bellissimo" perno da 180 euro, e non è più ripristinabile. Mi incazzo: ormai i soprusi medici non li tollero già da tempo e anche se questo tizio lo conosco da tempo, suo padre conosce mia madre, ecc...la mia incazzatura raggiunge picchi cosmici e decido di rivolgermi altrove. Se fosse stato uno sconosciuto l'avrei trascinato in tribunale: ero troppo stanca psicologicamente per farlo e poi, la verità ...mi vergogno per lui e ciò che ha fatto. Se non vi va più di fare il vostro lavoro, cambiatelo. Ovviamente, ho dovuto togliere il VECCHIO impianto e metterne uno NUOVO: mi cago sotto per tre anni e non lo metto. Il terrore e la sfiducia che ho ormai nella classe medica ha raggiunto livelli che io stessa fatico a controllare. Tuttavia, finalmente mi decido e oggi, eccomi qua. I medici hanno le loro ragioni, ma continuo a credere che queste loro manie di protezione preventiva stia danneggiando la nostra salute. Allora, secondo loro, io già da ieri dovevo prendere l'antibiotico (Augmentin...che ha causato morti!) http://www.lonesto.it/?p=11496; ovviamente non l'ho preso e l'ho sostituito con l'echinacea, un rimedio omeopatico o omeotossicologo (esiste qualche medico sulla terra del quale mi fido: Dott. Davide Castrichino:)). Dopo di che oggi arrivo dal dentista e l'assistente, prima di cominciare, mi dice: "Tieni prendi questo antidolorifico, l'Aulin". COSAAAAA?! 




Io non prendevo l'Aulin neanche quando qualche volta usavo i famaci e credevo onestamente che, non solo fosse stato rimosso dal mercato, ma da tutto il sistema solare e l'avrei preso oggi?! Ma anche no. Mai. E nello studio avevano solo questo, nimesulide o come chiama. Sicché dopo l'intervento, il dentista suggerisce di prendere almeno il cortisone: il Bentelan. Penso: "Va be', forse è il caso di utilizzare un qualche farmaco...effettivamente l'operazione non era proprio una passeggiata... e l'infermiera mi dice che mi farà un'iniezione....COSAAAAA?! Penso io! E le dico che non ho intenzione di sottopormi a delle iniezioni: no no, non ci penso proprio!!! Allora, mi confido con l'infermiera raccontandole che sono agofobica, impaurita dai farmaci e scioccata da 7-8 tentativi di prelievo del liquor più 2 anni di interferone beta-1 per tre volte alla settimana. Non mi buco più! Non ci penso proprio! E lei, per tutta risposta mi confida di aver dovuto fare un ciclo di chemio "preventiva". La chemio previene solo la vita, come l'interferone e i bombardamenti americani su questo o quel paese nemico degli Stati Uniti,  secondo loro. Alla fine, ce ne andiamo con una fiala di Bentalan da fare a casa (col cazzo) e la raccomandazione di fare l'antibiotico 6, o almeno, 4 giorni. Ringrazio, saluto e chiamo il Dottor Castrichino: Arnica Compositum in compresse come antidolorifico, con la raccomandazione, di prendere l'antibiotico se domani mi gonfierò. Come direbbe Gigi Proietti nella storia del Cavaliere Nero, "va bene, dai, dimmi la morale". A parte il fatto che al Cavaliere Nero non ie devi caca 'r cazzooooo", io mi cago proprio sotto. Se prima della diagnosi ero diffidente verso i farmaci e ne prendevo la metà di quanto me ne venivano prescritti, ora non ne voglio proprio sapere!!! Sono agofobica, pasticca-fobica, compressa-fobica, sciroppo-fobica, antibiotico-fobica...il contrario esatto di mia nonna che era ipocondriaca. A me 'sta cure preventive mi hanno rotto li cojoni, anzi le ovaie. Vi prego medici, aboliamo l'abuso di farmaci se non è strettamente necessario. Prometto a me stessa di prendere l'antibiotico se domani mi gonfierò (ovviamente senza leggere il libretto illustrativo), ma se questo non accadrà, io NON lo prenderò. Ho paura e non voglio se non è necessario. Mi rifiuto e capisco che forse ormai la mia è una paura radicata. Capisco che forse piano piano dovrò smettere di avere paura dei medici e degli ospedali: mettere oggi questo dente è stato un primo passo. Tuttavia, sono convinta che la medicina attuale stia fallendo il suo scopo originario: curare senza nuocere. ABOLIAMO LE CURE PREVENTIVE E PROMUOVIAMO LA RESPONSABILITÀ PREVENTIVA DI CIASCUNO PER LA PROPRIA SALUTE. 
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-guarigione-e-dei-pazienti-con-la-mappa-di-hamer-e-l-ascolto-di-claudia-rainville-libro.php