Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

domenica 29 giugno 2014

My sister in the kitchen...


"My sister in the kitchen...very dangerous!"...Cosí diceva mio fratello Valerio al mio ex fidanzato Robert mentre cucinavo qualcosa per lui...avevo 21 anni e mio fratello aveva ragione! Qualche anno prima, quando eravamo più piccoli mi avevano preso fuoco i capelli mentre cucinavo e facevo il caffè contemporaneamente e mio fratello aveva prontamente spento il fuoco "picchiandolo" con un canovaccio! Ma la cucina e il cibo hanno continuato ad essere la mia dannazione: non solo perché sono disordinata, maldestra e, molto spesso, i miei esperimenti riescono male ma anche per l'ignoranza di educazione alimentare che ho avuto. Anzi: parliamo di diseducazione alimentare che avevo. Io ero un cassonetto! Mangiavo pure i cibi scaduti!! Chi l'avrebbe detto che sarei dovuta diventare salutista mio malgrado! Questa notte ho ripreso la lettura del libro "The China Study" e non mi capacito di quanto sia semplice e a portata di tutti guarire da una malattia o se il concetto è per voi inaccettabile, usiamo l'espressione contenerla splendidamente fino a non avere più sintomi, senza danneggiare il proprio organismo e anche le proprie tasche.
Stanotte non ho dormito perché uno dei miei esperimenti mal riusciti si é piazzato sullo stomaco e mi ha corroso l'anima. Eh si, perché l'alimentazione influisce anche sullo stato d'animo e il comportamento. Su, non siate scettici, ormai anche i genitori sanno che se i loro figli mangiano toast, panini, pizzette, caramelle e bibite gassate vanno fuori di testa. La cattiva alimentazione deprime, allerta e incupisce e io stanotte ero così. Come il serpente boa!
Max me lo dice da tempo e cerca di farlo comprendere anche ai suoi clienti (per i cani vale la stessa regola!) e penserà che quando me lo diceva, lo prendevo in giro...(vero, amore?!;)), però le cose bisogna capirle da soli.
Quindi, con mio sommo dispiacere, ho buttato nella spazzatura quella bomba al napalm travestita da insalata di riso con maionese e würstel vegani...che non sono affatto leggeri soltanto perché non hanno proteine animali! Non crediate che mangiare vegano voglia dire nutrirsi di cibi pronti e zozzerie confezionate. Questa insalata di riso era fatta da me con prodotti biologici ma un tubetto di maionese, seppur vegana, è comunque pesantissima!!! Quindi oggi, domenica fruttariana!!!
Buona domenica :)

P.S.: Leggete questo articolo sui capelli bianchi del mio collega Marcello Salas sul suo blog Compressamente...ciao Marcello!:

mercoledì 25 giugno 2014

Come me senza te

Quante parole si spendono sull'amore? Tante. Ma chi può veramente di capire la scienza inesatta per eccellenza? Io mi interrogo spesso sui perché e sui come che spiegano solo parzialmente e momentaneamente il mistero, uno dei misteri più grandi che ci sia. Perché si ama? Perché si ama quella persona? E quanto dura l'amore? Come mai ci si impegna per sempre e, a volte, non ci si riesce...Da qualche giorno ascolto questa canzone dolcissima (link qua sotto) e, essendo in portoghese, non potevo comprenderne le parole. Tuttavia, a istinto, di pancia, ne carpivo l'estrema dolcezza con cui spiega cos'è l'amore: un bambino senza ciuccio, il calcio senza palla, Titty senza il gatto Silvestro, me senza te. L'amore...dannazione e paradiso al tempo stesso. Ma come si può definire?!! Chi lo sa?! 


Mi sto chiedendo cosa sia l'amore...se si tratta passione, ossessione, sospiri, farfalle nello stomaco e/o rispetto, ascolto, dedizione, sostegno, giorni sempre uguali. Una dolce routine o l'impossibilità di respirare alla vista della persona amata. Mi rendo conto che mi interrogo su qualcosa che credo di conoscere e penso di avere, ma che in realtà non possiedo. L'amore non puoi trattenerlo eppure trattiene te. Per sempre

Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.      
                                               Cesare Pavese


mercoledì 11 giugno 2014

That's me: Giuliana


Ciao a tutti, sclerosetti e non! Stasera, a breve, lezione on line di anatomia. Yahoooo! Le novità in questo periodo sono tante...da dove cominciare? Innanzitutto, su Fronte Libero, ho fatto coming out mettendo la mia fotografia. Ebbene si. Avevo già postato il video in cui pattino tempo fa...ma la foto è stato per me un grande passo: è lì e chiunque può vederla. Ho avuto sempre paura di non essere accettata per quella che ero e per ciò che so fare. Come spiega Marco Voleri nel suo libro (leggetelo!!), lui ha deciso di non parlare della SM prima di affermarsi come acclamato cantante lirico, perché la gente lo avrebbe giudicato in base ad essa e avrebbe potuto accusarlo di essersi fatto strada "grazie" alla pietà suscitata dalla sua malattia. Pietismo finto, ipocrita, con il quale spesso noi "malati" abbiamo a che fare. Caro Marco, la mia ambizione non era certo diventare una cantante lirica, ma come te, volevo essere apprezzata per le mie capacità e credo di esserci riuscita. Ancora non ho parlato della SM ai miei alunni, ai clienti e nelle scuole in cui insegno, ma credo che un giorno lo farò. Tra l'altro, ho avuto la splendida fortuna di conoscere persone per motivi diversi dal lavoro e, dopo avermi conosciuto, mi hanno proposto dei progetti e delle collaborazioni pur sapendo della mia patologia. Per me è stata una gran vittoria! Ciò che so fare non me lo può togliere nessuno! E forse sono stata un po' anch'io a non essere fiduciosa nel prossimo. Chi ti ama ti segue...
In questo periodo sono molto irrequieta...su e giù per la Toscana e i momenti morti, persino mentre guido, mi fanno spiccare il volo in pensieri vari...questa è la mia dannazione di pensatrice moderna! Sarò sempre così? Ho cominciato a prendere i fiori di Bach, Wild Oat. La mia natura selvaggia è ora che esca fuori. Bisogna fare delle scelte e intraprendere la strada giusta. Forse ci sono già, ma i dubbi spesso mi assalgono. I miei pensieri sono così tanti che non riesco neanche a fissarli qui sul blog. Sembra quasi che io non riesca neanche a fidarmi di questo "posto" che io stessa ho creato. Però una cosa la so: sono sul sentiero della conoscenza e ho deciso di diffonderla il più possibile e di aiutare quante più persone. Non posso accettare che la gente soffra per qualcosa che si può cambiare e non è maledettamente irreversibile come spesso pensiamo. La conoscenza e la consapevolezza sono la via della libertà.
Il blog è stata la mia protezione, la stanza virtuale in cui mi sono chiusa per esprimere le parole che non riuscivo a dire. Non ho detto tutto neanche qui, ma ciò che ho scritto qui ha pervaso il mio cuore con i sentimenti più disparati. Mi rendo conto che non posso sempre alzare i muri con le persone, i cui comportamenti vivo come un'aggressione. (A volte, lo sono davvero). Ho capito che quando qualcuno mi colpisce, alzo un muro talmente alto da restarne isolata io stessa e che le parole che non riesco a tirar fuori, mi tornano indietro e mi colpiscono come sassi. E' un vero paradosso che proprio io che scrivo con una facilità estrema, non riesca a comunicare i sentimenti, le emozioni e qualsiasi altra comunicazione degna di essere trasmessa gli altri. Io che trovo le parole per spiegare ai bambini o agli alunni una regola grammaticale, anche con le mani, mi chiudo a riccio di fronte a qualsiasi tipo di aggressione verbale o di qualsiasi comunicazione di servizio. Questo è uno dei motivi per i quali la sclerosi mi ha portato qui. Comunicare è stato sempre il mio bisogno...inglese, tedesco, francese, l'inglese con le mani, la dizione...un giorno forse la recitazione...eppure manco in quella che è la comunicazione primaria dei bisogni e dei sentimenti che si provano. E' come quando sogni di essere in pericolo e di avere urgenza di strillare aiuto ma quando ci provi, l'unico suono che esce dalla tua bocca disperata è il silenzio. Dico sempre che ho cambiato sette vite...cambierò l'ottava, la nona, la decima...fino a che non avrò trovato il mio equilibrio. Sono colei che cerca.