Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

venerdì 9 maggio 2014

Valentine's day



Questa sera 'sto una merda...talmente di merda che mi sono fatta 10 euro di gelato tradizionale, ovviamente con la panna...alla faccia del vegan-crudismo che mi ha rimesso al mondo. Oggi è la ricaduta del drogato, dell'alcolizzato, del malato di gioco d'azzardo. Perché? Questa mattina sono uscita a sbrigare delle commissioni...ero contenta, perché avevo deciso di riprendere lo sport, che avevo abbandonato da quando i cuccioli di Nina ci hanno stravolto dolcemente l'esistenza. Giorno qualunque ma con una punta di ottimismo. In macchina ho voglia di ascoltare Valentine's day di David Bowie e la metto sul cellulare. Vado da da Naturasì e alla cassa, vedo un uomo parlare con la cassiera, con un cliente...lo guardo, lo ascolto...ma mentre ero nel mio favoloso mondo, non mi accorgo che era il padre di una mia compagna del liceo. Solo dopo un po' me ne rendo conto e lo saluto, gli chiedo come sta, mi scuso per non averlo riconosciuto...poi mi dice: "Mi hanno detto che è morta una vostra compagna di classe e non so chi sia...". Rimango un po' scioccata, confusa. Vi dico la verità...ho pensato che si fosse sbagliato, che avesse capito male. Comunque, appena uscita telefono a mio cugino, l'unico che poteva fugare ogni dubbio. Con mio triste stupore scopro che una nostra compagna delle medie è morta qualche giorno fa. 35 anni, un marito, incinta di quattro mesi, un cancro al fegato o allo stomaco (non ricordo) e, in un mese dalla diagnosi, è morta. Valentina. Non la conoscevo benissimo, non ci eravamo frequentate dopo le medie, avevamo solo amici in comune. A volte le mandavo gli auguri del compleanno tramite un'amica. Sono stata male come se fosse stata la mia migliore amica. Stessa età, vite diverse, una malattia per ciascuna. È stato automatico fare un parallelo tra sua vicenda e la mia. Dalla mia diagnosi ho cambiato sette vite e compreso molte cose...sono stata coraggiosa, ho deciso di cambiare tutto e di guarire. Ho avuto un uomo a fianco che mi ha appoggiato quando sceglievo, bastonato quando ritornavo sulla vecchia strada, abbiamo pianto, riso, fatto l'amore, litigato, urlato, ci siamo lasciati e ripresi. Abbiamo sofferto, cercato, sfidato. Oggi sono iscritta al primo anno di Naturopatia perché voglio aiutare, professionalmente, le persone a "guarire". Passatemi il termine stasera. Voglio aiutarli nel cammino di consapevolezza, (io che non avevo idea di cosa volesse dire), di responsabilità per la propria salute, il proprio benessere e la propria vita. Ma ho avuto anche il tempo di fare tutto questo! Ho avuto la possibilità e il tempo di capire cosa fare e cosa cambiare, mentre lei non c'è l'ha avuta perché in un mese è andata via. Mi riempie di tristezza sapere che nel momento più bello della sua vita ha dovuto affrontare una disperazione così intensa da non poter reagire. Perché non ha capito prima? Perché non ha capito? Che cosa avrebbe dovuto comprendere per cambiare? O forse, ha scelto. Domani mi darò delle risposte...alcune già ce l'ho, ma oggi è tempo di gelato con la panna.

Valentine's day



Questa sera 'sto una merda...talmente di merda che mi sono fatta 10 euro di gelato tradizionale, ovviamente con la panna...alla faccia del vegan-crudismo che mi ha rimesso al mondo. Oggi è la ricaduta del drogato, dell'alcolizzato, del malato di gioco d'azzardo. Perché? Questa mattina sono uscita a sbrigare delle commissioni...ero contenta, perché avevo deciso di riprendere lo sport, che avevo abbandonato da quando i cuccioli di Nina ci hanno stravolto dolcemente l'esistenza. Giorno qualunque ma con una punta di ottimismo. In macchina ho voglia di ascoltare Valentine's day di David Bowie e la metto sul cellulare. Vado da da Naturasì e alla cassa, vedo un uomo parlare con la cassiera, con un cliente...lo guardo, lo ascolto...ma mentre ero nel mio favoloso mondo, non mi accorgo che era il padre di una mia compagna del liceo. Solo dopo un po' me ne rendo conto e lo saluto, gli chiedo come sta, mi scuso per non averlo riconosciuto...poi mi dice: "Mi hanno detto che è morta una vostra compagna di classe e non so chi sia...". Rimango un po' scioccata, confusa. Vi dico la verità...ho pensato che si fosse sbagliato, che avesse capito male. Comunque, appena uscita telefono a mio cugino, l'unico che poteva fugare ogni dubbio. Con mio triste stupore scopro che una nostra compagna delle medie è morta qualche giorno fa. 35 anni, un marito, incinta di quattro mesi, un cancro al fegato o allo stomaco (non ricordo) e, in un mese dalla diagnosi, è morta. Valentina. Non la conoscevo benissimo, non ci eravamo frequentate dopo le medie, avevamo solo amici in comune. A volte le mandavo gli auguri del compleanno tramite un'amica. Sono stata male come se fosse stata la mia migliore amica. Stessa età, vite diverse, una malattia per ciascuna. È stato automatico fare un parallelo tra sua vicenda e la mia. Dalla mia diagnosi ho cambiato sette vite e compreso molte cose...sono stata coraggiosa, ho deciso di cambiare tutto e di guarire. Ho avuto un uomo a fianco che mi ha appoggiato quando sceglievo, bastonato quando ritornavo sulla vecchia strada, abbiamo pianto, riso, fatto l'amore, litigato, urlato, ci siamo lasciati e ripresi. Abbiamo sofferto, cercato, sfidato. Oggi sono iscritta al primo anno di Naturopatia perché voglio aiutare, professionalmente, le persone a "guarire". Passatemi il termine stasera. Voglio aiutarli nel cammino di consapevolezza, (io che non avevo idea di cosa volesse dire), di responsabilità per la propria salute, il proprio benessere e la propria vita. Ma ho avuto anche il tempo di fare tutto questo! Ho avuto la possibilità e il tempo di capire cosa fare e cosa cambiare, mentre lei non c'è l'ha avuta perché in un mese è andata via. Mi riempie di tristezza sapere che nel momento più bello della sua vita ha dovuto affrontare una disperazione così intensa da non poter reagire. Perché non ha capito prima? Perché non ha capito? Che cosa avrebbe dovuto comprendere per cambiare? O forse, ha scelto. Domani mi darò delle risposte...alcune già ce l'ho, ma oggi è tempo di gelato con la panna.