Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

mercoledì 11 giugno 2014

That's me: Giuliana


Ciao a tutti, sclerosetti e non! Stasera, a breve, lezione on line di anatomia. Yahoooo! Le novità in questo periodo sono tante...da dove cominciare? Innanzitutto, su Fronte Libero, ho fatto coming out mettendo la mia fotografia. Ebbene si. Avevo già postato il video in cui pattino tempo fa...ma la foto è stato per me un grande passo: è lì e chiunque può vederla. Ho avuto sempre paura di non essere accettata per quella che ero e per ciò che so fare. Come spiega Marco Voleri nel suo libro (leggetelo!!), lui ha deciso di non parlare della SM prima di affermarsi come acclamato cantante lirico, perché la gente lo avrebbe giudicato in base ad essa e avrebbe potuto accusarlo di essersi fatto strada "grazie" alla pietà suscitata dalla sua malattia. Pietismo finto, ipocrita, con il quale spesso noi "malati" abbiamo a che fare. Caro Marco, la mia ambizione non era certo diventare una cantante lirica, ma come te, volevo essere apprezzata per le mie capacità e credo di esserci riuscita. Ancora non ho parlato della SM ai miei alunni, ai clienti e nelle scuole in cui insegno, ma credo che un giorno lo farò. Tra l'altro, ho avuto la splendida fortuna di conoscere persone per motivi diversi dal lavoro e, dopo avermi conosciuto, mi hanno proposto dei progetti e delle collaborazioni pur sapendo della mia patologia. Per me è stata una gran vittoria! Ciò che so fare non me lo può togliere nessuno! E forse sono stata un po' anch'io a non essere fiduciosa nel prossimo. Chi ti ama ti segue...
In questo periodo sono molto irrequieta...su e giù per la Toscana e i momenti morti, persino mentre guido, mi fanno spiccare il volo in pensieri vari...questa è la mia dannazione di pensatrice moderna! Sarò sempre così? Ho cominciato a prendere i fiori di Bach, Wild Oat. La mia natura selvaggia è ora che esca fuori. Bisogna fare delle scelte e intraprendere la strada giusta. Forse ci sono già, ma i dubbi spesso mi assalgono. I miei pensieri sono così tanti che non riesco neanche a fissarli qui sul blog. Sembra quasi che io non riesca neanche a fidarmi di questo "posto" che io stessa ho creato. Però una cosa la so: sono sul sentiero della conoscenza e ho deciso di diffonderla il più possibile e di aiutare quante più persone. Non posso accettare che la gente soffra per qualcosa che si può cambiare e non è maledettamente irreversibile come spesso pensiamo. La conoscenza e la consapevolezza sono la via della libertà.
Il blog è stata la mia protezione, la stanza virtuale in cui mi sono chiusa per esprimere le parole che non riuscivo a dire. Non ho detto tutto neanche qui, ma ciò che ho scritto qui ha pervaso il mio cuore con i sentimenti più disparati. Mi rendo conto che non posso sempre alzare i muri con le persone, i cui comportamenti vivo come un'aggressione. (A volte, lo sono davvero). Ho capito che quando qualcuno mi colpisce, alzo un muro talmente alto da restarne isolata io stessa e che le parole che non riesco a tirar fuori, mi tornano indietro e mi colpiscono come sassi. E' un vero paradosso che proprio io che scrivo con una facilità estrema, non riesca a comunicare i sentimenti, le emozioni e qualsiasi altra comunicazione degna di essere trasmessa gli altri. Io che trovo le parole per spiegare ai bambini o agli alunni una regola grammaticale, anche con le mani, mi chiudo a riccio di fronte a qualsiasi tipo di aggressione verbale o di qualsiasi comunicazione di servizio. Questo è uno dei motivi per i quali la sclerosi mi ha portato qui. Comunicare è stato sempre il mio bisogno...inglese, tedesco, francese, l'inglese con le mani, la dizione...un giorno forse la recitazione...eppure manco in quella che è la comunicazione primaria dei bisogni e dei sentimenti che si provano. E' come quando sogni di essere in pericolo e di avere urgenza di strillare aiuto ma quando ci provi, l'unico suono che esce dalla tua bocca disperata è il silenzio. Dico sempre che ho cambiato sette vite...cambierò l'ottava, la nona, la decima...fino a che non avrò trovato il mio equilibrio. Sono colei che cerca.

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