Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

sabato 22 maggio 2010

I nuovi mostri


Forse sto sempre qui a lamentarmi...quindi forse sono io a non capire, ma sono stufa, stufa, stufa, di certe esternazioni o meglio, certe cattiverie gratuite e superficiali. L'ultima, che mi è stata detta, ovviamente da un'"amica", e' che da un anno e mezzo, sono brutta, spenta, regredita, sciatta e mi vesto male, io che ero sempre ben vestita. Dimensione carattereMah! Colpa non della SM, ma a causa della persona con la quale sono fidanzata...a detta della sensibile amica. Implicitamente, deve anche pensare che io sia stupida, visto che questo mio declino dipende da un'altra persona. Bisogna scegliersi le persone di cui circondarsi in particolari momenti della nostra vita, ma soprattutto avere una buona dose di autostima, per non soccombere a certi calci gratuiti che ci vengono dati. Sclerosetti, io non capisco. Trovo fuori luogo un simile intervento, anche perchè mi costringe a ripetermi. La cosa che trovo più umiliante è dover ricordare a certe persone se hanno a mente quello che ho, non a sproposito, ma soltanto quando mi vengono dette certe cose, come le dolci e affettuose paroline della mia "amica". Eppure, proprio questo mi umilia: doverlo ricordare. E' vero che, avere una malattia, non vuol dire avere sconti di sorta. Se rubo un panino in un bar, sono una ladra, c'è poco da dire. Però mi aspetterei dalle persone più vicine un po' di sensibilità e comprensione: oggi sono spettinata? Pazienza, mi pettinerò domani. Non mi vesto piu' come una volta? Forse sono presa da cose piu' importanti o magari mi vesto bene per occasioni piu' speciali. Sono spenta? Non direi, bramo di vita. Quello che vorrei che gli altri, le persone vicine, capissero, senza giudicarmi patetica, e' che io mi sveglio la mattina e non so se camminerò, se vedrò, se non mi faro' la pipi' sotto, se potro' lavorare, se riusciro' ad accudire i miei figli con le mie forze quando ne avro', se potro' ancora fare l'amore, andare in bicicletta, andare a lavoro, mantenere un lavoro, cucinare autonomamente e anche pulire la mia casa, ecc. Puo' bastare a capire quanto sia difficile cercare di essere sereni in uno stato tale? Io ci sto provando e non miro ad essere soltanto serena, io voglio essere felice nella mia vita e ci provo! E ci provo, nonostante tutte queste paure che a volte mi assalgono. E ci provo, nonostante le punture di interferone che mi buttano giu'. E ci provo nonostante l'ignoranza degli altri. E se ci scappa, in tutto cio', mi "acchitto" pure. E devo sentirmi dire pure che accentuo? ACCENTUO? Con la Sclerosi Multipla, devo pure accentuare? Non basta? Ricordo agli ignoranti che non sanno di che cosa si stia parlando: "La Sclerosi Multipla e' una grave malattia del sistema nervoso centrale progressivamente invalidante. E' una delle piu' frequenti cause di disabilita' nelle persone giovani. Tra i sintomi piu' frequenti la fatica (85% dei casi), l'annebbiamento della vista, disturbi sfinterici, disturbi sessuali, disturbi sensistivi e del cammino". Accentuo?
N.B.: Vedi sopra post "I nuovi mostri continua" del 14/06/2010.

lunedì 3 maggio 2010

Su di me. Un passo indietro

Sclerosetti miei, facciamo un passo indietro. Dopo una serie di ricerche e una serie di risonanze magnetiche, il 5 agosto del 2008 ricevo la diagnosi di sclerosi multipla. La sclerosi si era manifestata nel novembre precedente con delle parestesie alle mani, volgarmente un formicolio persistente e fastidioso, che mi ha costretto ad abbandonare il computer. Le mani bruciavano quando sfioravo la tastiera del computer, le monete e non tenevano i fogli di carta, che puntualmente mi cadevano dalle mani. Le ho pensate tutte...ho creduto persino di avere il tunnel carpale, ma ahime' sono molto fifona e avevo paura di andare dal medico. Mia madre mi prese appuntamento per un'elettromiografia alle mani in una nota e rinomata clinica privata della citta'. L'analisi consisteva in fastidiose scosse alle mani tramite elettrodi, simili a quelli che si usano per perdere peso. Da questa indagine emerse che i nervi e tutto cio' che concerneva le mie mani, era sanissimo. Il lungimirante neurologo penso' che se le mani erano sane e tuttavia persisteva questo strano sintomo, cosa fare se non prescrivere psicofarmaci?! Del resto ero stressata per un esame e si vedeva. Pero' porca miseria, non mi aveva mai vista e conosciuta, non sarebbe stato meglio prescrivere una risonanza magnetica per accertamenti piu' approfonditi? Eh no, anche i medici vogliono tutto e subito. Comunque, io dissi al medico di risparmiare la ricetta perche' non avrei preso alcun psicofarmaco: sono contraria. E lui fece un po' di resistenza cercando di convincermi della "dose pediatrica" di non so quale strano farmaco chimico. No, non li ho presi e non me li sono fatta neanche prescrivere, ma ci pensiamo, cosa sarebbe accaduto, se avessi dato retta al lungimirante neurologo?! Ve lo ricordate il dottor Livore?
Nove mesi dopo la diagnosi esatta, da un altro medico naturalmente. Grazie a mia madre ovviamente, che aveva avuto l'ostinazione di farmi fare quella benedetta risonanza magnetica, alla quale io di mia spontanea volonta' non mi sarei MAI sottoposta, nonostante i disturbi di quei mesi. Grazie mamma.